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 Dal tablet un aiuto per i piccoli dislessici

Siamo abituati a vedere le tavolette elettroniche, o tablet che dir si voglia, in mano a manager irreprensibilmente in giacca e cravatta o a giovani tecnofili. Difficile immaginarle in mano a un bimbo di sei anni, ancora meno pensarle come strumenti “abilitativi”.


 Fratelli di disabili, quali difficoltà?

È difficile convivere con una disabilità, ma è difficile anche convivere con uno o più fratelli disabili. A chi vive quest'ultima condizione è dedicato il progetto "Essere fratelli di..." della onlus di Reggio Emilia Ring 24, impegnata nella ricerca su una malattia genetica rara provocata da alterazioni del cromosoma 14 e nata su iniziativa di un gruppo di famiglie.


 Quando lo stress psicologico uccide

A volta si usa il modo di dire "lasciarsi morire" e ha un suo fondamento scientifico, oltre ad avere una sua logica riconducibile al buon senso, che individua nella mente una capacità straordinaria di autodeterminazione. 


 Crescono i disabili disoccupati «In Italia sono 750mila»

«Le faremo sapere»: la frase, poco incoraggiante per un disoccupato, diventa micidiale per un disabile. In Italia sono 750mila le persone con handicap iscritte alle liste di collocamento obbligatorio: secondo le stime dell'Istat, l'80% dei diversamente abili denuncia di aver cercato lavoro senza trovarlo.


 Se “lui” non parla dopo il sesso c’è un perché

Spesso lei si lamenta perché lui, dopo aver fatto sesso, si gira dall’altra parte (o si fuma una sigaretta o, comunque, non dice una parola…). Questo suo comportamento, a volte, è causa di discussione perché agli occhi della donna appare come una mancanza di sensibilità, di garbo.


 L'inattività fisica? Uccide quanto il fumo

Muoversi poco fa male fino a morirne, tanto quanto fumare sigarette. Ogni anno 5,3 milioni di persone morirebbero nel mondo a causa dell'inattività fisica, un dato importante e allarmante che viene commentato e analizzato inuno studio scientifico appena pubblicato su The Lancet, non a caso proprio in concomitanza con l'apertura dei giochi olimpici di Londra.


 I bimbi? Giocano soli, mangiano davanti alla tv

È un po' il modello Simpson (quelli gialli della tv): seduti sul divano, telecomando ben saldo in mano, e panino (o bevanda) nell'altra. I bambini italiani giocano a casa, spesso da soli, guardano la tv, non fanno le scale, non hanno interesse per lo sport, mangiano poca frutta e tanti (il 39%) consumano i pasti davanti alla tv.


 Troppi farmaci nei nostri cassetti

Gli italiani soffrono di una sindrome particolare. Quella dell’armadietto pieno di farmaci. Nella maggior parte delle famiglie non manca un arsenale di pillole, sciroppi e pomate anche se non necessari per trattare problemi di salute che li affliggono. «Siamo i numeri uno in questo campo, una brutta abitudine che dobbiamo contrastare con campagne di informazione» commenta Luca Pani, direttore generale dell’Aifa (agenzia italiana del farmaco) che ha presentato il rapporto sullo stato di salute dei cittadini basato sui dati che riguardano i consumi.


 Lo stress blocca il cervello Ecco perché ci deprimiamo

Problemi familiari, disordini congeniti, traumi irrisolti soffocati nel subconscio: della depressione e delle sue cause si è detto di tutto ma, di fatto, la malattia del secolo resta ancora un nodo irrisolto per psicologi e psichiatri. Spesso però, in campo scientifico, le soluzioni sono più semplici ed evidenti di quanto si creda, e sulla base di questo principio i ricercatori dell'Università statunitense di Yale hanno cominciato a studiare il link tra la depressione e l'altro immenso mostro sviluppatosi di pari passo con i progressi della modernità: lo stress.


 Come e quanto si parla di disabilità in Rete?

Un mondo sempre meno a parte. Il web aiuta gli italiani a migliorare il senso civico nei confronti della disabilità, contribuendo così ad accelerare il processo di abbattimento delle barriere rispetto a chi è «diversamente uguale». Aumenta la richiesta di informazione e di confronto su tutte le tematiche della disabilità, ma anche l’utilizzo della rete per denunciare malcostume e ingiustizie, chiedere o diffondere informazioni sui servizi e, perché no, commentare le buone pratiche.


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